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Coronavirus e tecnologia

Nel marzo 2020 il mondo è stato preso in contropiede da una minaccia invisibile che ha di fatto bloccato le attività economiche e sociali in tutto il pianeta.

tecnologia coronavirus

Il coronavirus, detto anche covid 19, una epidemia polmonare molto virulenta, ha costretto i governi di tutto il mondo a dichiarare lo stato di emergenza costringendo la maggior parte delle attività ecomiche a chiudere le saracinesche e alle persone di interrompere tutte le attività sociali con lo slogan io resto a casa.

In questo frangente è venuta fuori l’importanza della tecnologia a sostegno delle numerose attività ancora in essere e per consentire a chi può di continuare a svolgere le proprie attività.

In questo articolo vediamo tutti gli strumenti tecnologici che sono stati adottati per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Algoritmi di sequenziamento del genoma

Il motore di ricerca Cinese Baidu ha messo a disposizione della comunità scientifica internazionale su GitHub il codice sorgente del suo algoritmo Linearfold, che ha consentito in tempi da record il sequenziamento del genoma del covid 19 in meno di un mese quando la stessa cosa per la SARS ha richiesto più di un anno.

Questa operazione ha consentito anche di sfatare una fake news molto importante ossia che il virus fosse stato geneticamente riprodotto in laboratorio per uso militare. Esso è l’evoluzione naturale di altri tipi di coronavirus che erano già in circolazione.

I droni

I droni sono degli oggetti volanti radiocomandati dotati di una telecamera ad alta risoluzione, che consentono di trasmettere in diretta quello che viene visualizzato e ripreso in quel momento.

Solitamente vengono utilizzati nel cinema, nello sport, nella realizzazione di spot pubblicitari, per uso militare e per divertimento.

Dal momento che è scattata l’emergenza coronavirus, per rendere più agevole l’individuazione dei furbi che si nascondono ai controlli delle forze dell’ordine eludendo di fatto il divieto di uscire dalle proprie abitazioni, i droni vengono usati da polizia e carabinieri per il monitoraggio del territorio.

In questo modo è più facile controllare le strade, i parchi dall’alto senza essere visti ed intercettare tutti quelli che cercano di sottrarsi alle restrizioni anti contagio.

I robot nelle corsie degli ospedali

In alcuni ospedali di Rimini e di Varese stanno adottando dei robot a supporto del lavoro del personale ospedaliero.

In alcuni casi vengono utilizzati per far comunicare i parenti con gli ammalati senza che si avvicini il personale sanitario, in altri casi per monitorare i parametri vitali del paziente oppure per la comunicazione medico paziente.

Un altro utilizzo che si sta facendo dei robot è quello di strumenti per la disinfezione delle corsie e dei corridoi degli ospedali oppure per il trasferimento e la consegna dei tamponi da reparto a reparto per evitare il più possibile il contatto umano tra medici e paramedici con i pazienti positivi.

Localizzazione GPS

Tutti i nostri cellulari sono dotati di un sistema GPS che viene solitamente utilizzato da applicazioni di navigazione satellitare oppure dagli strumenti utili a ritrovare la macchina o il cellulare in caso di smarrimento.

Come sappiamo le persone che vengono diagnosticate positive con i tamponi, hanno l’obbligo di quarantena fino a completa guarigione, che può essere stabilita solo con due tamponi consecutivi con esito negativo.

Per evitare che queste persone escano dalle proprie abitazioni, in alcuni paesi del mondo è stato adottato il metodo della localizzazione GPS.

In pratica tramite apposite app la persona contagiosa viene costantemente monitorata con degli alert che scattano nel momento in cui fuoriesce dal raggio di azione della propria abitazione.

Oltre a questo la geolocalizzazione potrebbe essere utilizzata per tutti i cittadini con una deroga temporanea alla legge sulla privacy, consentendo poi nel momento in cui una persina viene dichiarata positiva, di ricostruire con maggiore precisione tutto il link epidemiologico mettendo a loro volta in quarantena tutte le persone che potrebbero essere state potenzialmente contagiate.

App per il tracciamento dei contagi

A questo proposito sono state presentate attraverso un apposito bando oltre 700 applicazioni mobile che sfruttando appunto la georeferenziazione per tutte le persone che l’hanno installata, di ricostruire con maggiore affidabilità il tracciamento di tutti i contagi.

App per le consegne a domicilio

Questa crisi ha lasciato aperte alcune attività ma segnerà inevitabilmente il futuro del nostro modo di concepire anche gli acquisti ed il tempo libero.

Difficilmente vedremo in futuro locali negozi e ristoranti pieni di gente, per cui dobbiamo abituarci al fatto che il futuro risiede nella consegna a domicilio.

Anche noi di Micropedia ci siamo attivati in tal senso e stiamo progettando una nuova app Microdelivery che sarà fornita anche di un backoffice per il caricamento dei prodotti e darà la possibilità di pagare anche con carta e paypal inserendo anche degli strumenti di bonus per incentivare le vendite.

La app consente di decidere presso quali CAP vendere i propri prodotti e sarà possibile avere anche una app mobile personalizzata nel google play store.

Sul portale del software di consegne a domicilio Microdelivery sarà possibile cercare per località tutti gli esercizi convenzionati.

Telemedicina

Una altra app che è in progettazione, dovrebbe servire per una comunicazione telematica tra il paziente ed il medico curante con uno strumento di autodiagnosi.

La app in pratica propone al paziente un test con una serie di domande chiave per capire i sintomi ed inviare tutti i parametri al medico curante, che farà poi le opportune valutazioni.

Altre app che già vengono utilizzate negli stati uniti sul sito Healthweather , propongono invece a larga scala ed in modo anonimo una statistica su scala globale di ogni singolo individuo e dei propri familiari indicando per ognuno di essi lo stato di salute.

In questo modo è possibile individuare potenzialmente ed in anticipo dei nuovi focolai dell’infezione.

I dati sono visualizzati su una mappa che mostra con scale di colore diverse la diffusione del contagio.

Lo smartworking

Un altro strumento largamente utilizzato ultimamente a causa dell’emergenza e da tante aziende e tanti lavoratori autonomi per cui è stato possibile è lo smartworking.

In pratica il dipendente o il professionista lavora da casa connettendosi alla lan aziendale tramite desktop remoto o una rete VPN potendo consultare i documenti personali e condivisi come se fosse in ufficio ed effettuando riunioni tramite Skype.

La web TV dei consulenti del lavoro ha messo a disposizione gratuitamente un video su come si applica lo smartworking in maniera semplificata.

Didattica a distanza

Anche le scuole ovviamente hanno chiuso i battenti. Per concludere regolarmente l’anno scolastico anche le scuole si sono affidate all’uso della tecnologia.

Per quanto riguarda le lezioni ci si è affidati a strumenti come Skype o Zoom, mentre per la consegna dei compiti a Google scholar oppure alla area didattica del portale Classe Viva, già utilizzata per il controllo dei compiti e delle votazioni degli studenti.

Solidarietà digitale

Il Ministero dell’Innovazione tecnologica ha messo a disposizione delle aziende che volessero mettere a disposizione il proprio know how ed i propri software per fronteggiare questa emergenza in un portale di solidarietà digitale.

Molte grandi aziende nel mondo come ad esempio Google, hanno già messo a disposizione gratis alcuni loro strumenti che potessero essere utili per la comunicazione.

Ad esempio l’applicazione Hangouts, la videochat di google è stata generosamente messa a disposizione in modalità advanced, con la possibilità quindi di scambiarsi anche alcuni files.ù

Google ha messo a disposizione una pagina con consigli alle aziende per l’emergenza coronavirus, in particolare come muoversi per lo smartworking, per continuare a comunicare con i clienti e con le aziende e come continuare a gestire la pubblicità.

In particolare Google suggerisce come modificare i siti e commerce per non perdere traffico e soprattutto la pagina Google My Business.

Anche noi di Micropedia abbiamo fatto la nostra parte.

Il nostro core business è il settore HORECA che è tra quelli maggiormente colpiti dall’emergenza: alberghi e ristoranti sono praticamente chiusi, mentre i bar lavorano solo sugli autogrill per dare un ristoro agli autotrasportatori che coraggiosamente percorrono ancora le nostre autostrade per non interrompere la filiera alimentare. A loro va il nostro ringraziamento.

Tornando alla nostra iniziativa, per quanto riguarda il nostro PMS Hotelpedia abbiamo annullato tutti i pagamenti in scadenza e stiamo offrendo gratis il pms fino ad un mese successivo alla riapertura delle strutture, per consentire quantomeno di riprendersi e poter sostenere le spese del nostro gestionale.

Un piccolo gesto che speriamo verrà apprezzato dai nostri clienti albergatori e magari imitato anche dai nostri partner.