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App tracciamento bluetooth e gps

Tutti i cellulari moderni ormai sono dotati di un sistema gps integrato che viene utilizzato da svariate applicazioni, fondamentalmente per la navigazione esempio con tom tom oppure con google maps o con la applicazione mappe di Apple.

gps tracciamento dati

Esistono però un altra serie di applicazioni che sfruttano questa tecnologia e sono le app di tracciamento gps.

il gps è un servizio facoltativo presente su quasi tutti i telefonini di ultima generazione che può essere abilitato o disabilitato a richiesta dell’utente.

E’previsto anche sul pc soprattutto nei social network che ci consente ad esempio di indicare la posizione quando carichiamo una foto sulla nostra bacheca.

La più importante applicazione gps ad esempio trova il mio iphone, serve ad esempio a consentirci di ritrovare il telefono quando l’abbiamo smarrito collegandoci con il nostro portale icloud con lo stesso account mappato sul cellulare.

Un altra applicazione è trova amici che se diamo il consenso, consente di verificare su una mappa e con una notifica quali amici si trovano nei paraggi.

Leggi italiane app tracciamento

Le leggi europee sul tracciamento dei cellulari mediante tecnologia gps stabilisconoi, anche in virtù delle nuove leggi sulla privacy dettate dal GDPR, che l’uso di tali applicazioni debba essere volontario.

I consumatori devono avere pertanto la possibilità di esprimere il consenso al tracciamento dei propri spostamenti volontariamente e nel pieno rispetto della protezione dei dati personali e delle leggi europee sulla privacy.

Contact tracing per il monitoraggio dei positivi al coronavirus

In prossimità dell’inizio della fase 2 della pandemia del Coronavirus del marzo 2020, il garante della privacy Antonello Soro, ha dato il suo OK alla promulgazione di un decreto legge che autorizzi in via temporanea il tracciamento gps dei soggetti positivi al coronavirus come strumento efficace nella lotta al contagio sempre però nel rispetto della privacy della popolazione.

Ultimamente è stato riscontrato infatti che ci sono soggetti che risultano positivi ed asintomatici per oltre un mese, ed è pertanto fondamentale ottenere un monitoraggio degli spostamenti di queste persone sia in via cautelativa sia per ricostruire il cosiddetto link epidemiologico del soggetto.

La tecnologia alla base del contact tracing, in fase di studio tra il Ministero della Salute ed il Ministero dell’Innovazione, si basa sull’incrocio di dati provenienti dai trasmettitori gps dei telefoni cellulari, incrociati con i dati delle carte di credito, i dati geolocalizzati sui social network.

Tutti i cittadini che potrebbero aver incrociato un soggetto positivo nei 15 giorni precedenti al contagio, potrebbero ricevere un sms di notifica o consultare in un portale dedicato tutti gli spostamenti dei soggetti con cui potrebbero essere entrati fatalmente in contatto.

In questo modo questi soggetti potrebbero sottoporsi a tampone e mettersi immediatamente in auto quarantena, limitando la diffusione dei contagi.

Ma come funziona in pratica una app mobile per il tracciamento del covid 19?

Innanzitutto dal punto di vista informatico, cominciamo col dire che questa app dovrebbe essere basata tra la sinergia tra la tecnologia gps e la tecnologia bluetooth che si rivela molto efficiente nel peer to peer, ossia nello scambio dei dati ravvicinati.

Il bluetooth già lo usiamo attualmente per ascoltare la musica con cuffie bluetooth che scambiano dati col cellulare, oppure per scambiarsi foto tra due telefoni.

Immuni la app per il tracciamento del coronavirus

Il 16 aprile 2020 il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri, ha deciso quale sarà la app per il tracciamento dati Covid 19 che si chiamerà Immuni ed è stata sviluppata dalla software house italiana Bending Spoons.

La app funzionerà via bluetooth e non sarà obbligatorio installarla.

Come funziona la app di tracciamento dati Covid 19

Facciamo un esempio pratico tra due soggetti che chiameremo in maniera fittizia Anna e Marco.

Un giorno Anna e Marco si incontrano casualmente su una panchina del parco ed hanno una conversazione ravvicinata di 10 minuti.

Dopo qualche giorno, ad Anna viene diagnosticato il coronavirus, viene mesa in quarantena ed il risultato della sua positività viene pubblicata sull’apposito portale approntato dal Ministero della salute.

peer to peer cellulari tracciamento

Su entrambi i telefoni di Anna e Marco erano presenti le app di tracciamento gps e bluetooth per il coronavirus e quando si sono incrociati nei giorni precedenti alla positività di Anna, quell’evento è stato salvato sul portale nel link epidemiologico di Anna. I dati sono stati trasmessi sul server del Ministero della Salute dove saranno disponibili per 15 giorni.

notifica sms app tracciamento a paziente potenzialmente positivo

Quando viene riscontrata la positività di Anna, automaticamente il sistema controlla tutte le persone nei 15 giorni precedenti con cui Anna è entrata in contatto. Trovando il record corrispondente a quell’incontro tra i due nel parco, invia a Marco un sms in cui lo avvisa che potrebbe essere positivo al Covid 19, di mettersi in isolamento e contattare il medico curante per ulteriori aggiornamenti.

Sarà poi il medico curante ad indirizzarlo nella struttura più adeguata per sottoporsi al tampone, restando nel frattempo in auto quarantena.

Ovviamente tutti i dati degli incontri vengono conservati solo per circa 15 giorni dopodichè vengono cancellati dal sistema sia per un discorso di privacy sia per un discorso di efficienza del database dei contagi.

Tra le altre cose oltre a tracciare il link epidemiologico, la app dovrebbe anche segnalare l’eventuale abbandono dello stato di quarantena da parte del soggetto positivo con una segnalazione immediata alle forze dell’ordine, oltre che la segnalazione a tutte le persone che dovesserlo incrociarlo per strada del potenziale pericolo.

In conclusione gli strumenti che la tecnologia moderna ci mette a disposizione sono davvero tanti, e ci potrebbero essere tantissime soluzioni al riguardo.

Basti pensare che il ministero dell’Innovazione ha nominato una task force di esperti che selezioneranno tutte le idee per mettere a punto una app diciamo nazionale per contenere la diffiusione del Coronavirus.

Il gruppo di lavoro data driven per l’emergenza covid 19 costituito da 74 esperti ha ricevuto circa 800 idee per lo sviluppo della applicazione mobile che dovrebbe consentirci di tornare alla normalità.

In questo modo infatti riusciremo a fare delle quarantene selettive solo per i soggetti che ne hanno realmente bisogno essendo stati a diretto contatto con i contagiati, mentre la gran parte della popolazione potrebbe tornare alla normalità facendo ripartire in questo modo l’economia del nostro paese.

La app Immuni per il coronavirus è pericolosa per la privacy?

Per sfatare alcuni dubbi sulla violazione della privacy della nuova app immuni per il tracciamento epidemiologico dei positivi al coronavirus, precisiamo alcuni aspetti tecnici del software:

  • 1) il tuo telefono trasmette nell’etere tramite bluetooth dei codici anonimi e casuali a breve distanza.
  • 2) gli altri telefoni nelle vicinanze, oltre a trasmettere ricevono e salvano questi codici anonimi e casuali per un tempo da definire (es. 15gg). Questi codici anonimi non possono ricondurre ad una persona fisica nè da chi li ricevere, nè dal server.
  • 3) Anna scopre di essere infetta, l’ospedale trasmette l’informazione ad un server, che non sa chi sia Anna nè dove si trovi fisicamente.
  • 4) Il server trasmette una notifica a tutti i dispositivi che sono venuti a contatto con quei codici anonimi e casuali che sono stati a contatto con Anna. Per evitare falsi positivi l’app controllerà che questi codici siano stati sufficientemente realmente a contatto ravvicinato (tempo e distanza saranno dei parametri da utilizzare).
  • 5) Chi riceve la notifica saprà che deve prestare attenzione e mettersi in quarantena volontaria (se vuole, altrimenti è un delinquente.) La privacy non viene lesa perché:a) Il server non sa e non dovrebbe sapere chi sei, nè in che coordinate geografiche ti trovi. Non viene MAI trasmessa l’informazione tramite internet.
  • 6) Il server non sa con chi sei venuto a contatto in quanto i codici sono anonimi e casuali.

Codice sorgente della app immuni

Ad ogni modo il progetto della app immuni è un progetto open source e pertanto i sorgenti dell’applicazione sono scaricabili e chi ne capisce un pò di programmazione può verificarne esattamente tutte le procedure.

Per scaricare i sorgenti della app immuni cliccare qui.